Lettere dalla casetta – Settimana 6
𝑨 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑹𝒆𝒃𝒆𝒄𝒄𝒂, 𝒗𝒐𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑺𝒊𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂
Questa è stata una settimana diversa, intensa, dolce e un po’ nostalgica.
Si avvicina il momento della mia partenza e, senza nemmeno accorgercene, tutti abbiamo iniziato a prepararci. Non è semplice salutarsi, soprattutto quando ci si è voluti bene così in fretta. Così, ogni gesto è diventato più significativo: un abbraccio più stretto, una mano che cerca la mia, uno sguardo che chiede “tornerai?”. Cerco di lasciare ai ragazzi un messaggio chiaro e pieno di speranza: questo non è un addio, è un “ci rivediamo presto”. Continuate a studiare, a lavorare sui vostri sogni, a crescere… e un giorno sarete voi a raccontarmi quanto lontano siete arrivati. I più piccoli, soprattutto, vivono questo momento con una dolcezza disarmante: non mi lasciano sola un secondo, mi seguono come un’ombra, quasi a voler imprimere ogni istante nella memoria.
La settimana è stata anche la prova perfetta della mia “doppia vita” qui. 𝐋𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢’sono rientrata da una giornata a Miraflores e ho trovato il motore del pozzo rotto: niente acqua. Così, tutti insieme, abbiamo raccolto l’acqua a mano per cucinare, lavarci e pulire. Una piccola grande fatica quotidiana che ti riporta con i piedi per terra, ricordandoti quanto poco serva per cambiare prospettiva. 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢’ siamo stati invitati dalla comunità del Cenacolo (Rayos de Luz) per una partita amichevole di pallavolo. La squadra di ragazze allenate da Alessandro ci ha accolti con un entusiasmo contagioso. Giocare insieme, ridere, scherzare è stato un momento di condivisione pura, quella che non ha bisogno di parole né di lingue in comune.
E poi è arrivato 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢’: il mio compleanno. Non riesco a trovare un’altra parola se non 𝒈𝒓𝒂𝒕𝒊𝒕𝒖𝒅𝒊𝒏𝒆. È stato probabilmente il momento più bello di tutta l’esperienza. I ragazzi hanno voluto festeggiare insieme, come una vera famiglia. Abbiamo ricordato i momenti più belli di queste settimane: il loro benvenuto, i compiti fatti fianco a fianco, le battute, le partite infinite di pallavolo, i pasti condivisi e le nostre piccole tradizioni quotidiane.
E poi un regalo speciale: per la prima volta nella mia vita qualcuno mi ha dedicato una canzone. Romel, un ex chico della casa, autodidatta alla chitarra e con una voce che arriva dritta al cuore, ha cantato per me. Le sue note hanno fatto emozionare tutti, adulti e ragazzi, riempiendo la stanza di una bellezza difficile da descrivere. La serata si è chiusa tra balli, abbracci e un sorriso che non riuscivo a togliermi dal viso. È stato un compleanno indimenticabile… proprio come questa esperienza.
Un altro tassello di questa casetta che, giorno dopo giorno, sta diventando casa anche per me. ![]()
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