Nella nostra realtร i ragazzi imparano ogni giorno il valore dellโamicizia, della condivisione e del rispetto reciproco. Relazioni che diventano punti di riferimento importanti nel loro percorso.
Grazie alla ๐ ๐จ๐ง๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐ซ๐จ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ข๐๐๐ซ – ๐๐๐ possiamo continuare a creare uno spazio sicuro in cui questi legami possano nascere e crescere.
Juan ha 17 anni e per diversi anni ha vissuto nella nostra casetta. Chi lo conosce lo ricorda per una cosa piรน di tutte: gli abbracci. Era tra i primi a correre incontro ai volontari appena arrivati, chiedeva continuamente come stavano gli altri e non perdeva occasione per dimostrare affetto a chi gli era vicino.
Ma la sua storia รจ anche una storia complessa. Juan vive una situazione che richiede attenzioni e supporti specifici. Nonostante l’impegno degli educatori e l’affetto ricevuto, con il tempo รจ diventato chiaro che la casetta non era il luogo piรน adatto per rispondere a tutti i suoi bisogni. Perciรฒ รจ stato portato al Ministero della Mujer, dove รจ in attesa di essere accolto in un istituto piรน adatto alle sue esigenze.
Una decisione difficile, per lui e per chi gli vuole bene. C’รจ perรฒ una persona che non ha mai smesso di esserci: sua madre. Ogni volta che la sentiva al telefono, il suo volto si illuminava. Parlava sempre di lei con affetto e orgoglio. Anche per sua madre, perรฒ, la situazione รจ molto complicata. Vive in condizioni di grande precarietร e, da sola, non ha gli strumenti necessari per affrontare tutte le difficoltร che la vita le pone davanti.
Questa storia ci ricorda che non tutte le sfide possono essere affrontate da una singola persona o da una singola famiglia. Per questo esistono realtร come Sinergia: per affiancare i ragazzi, sostenere le famiglie e costruire una rete di supporto dove spesso il sistema non riesce ad arrivare.
Con il tuo 5×1000 puoi contribuire a rendere possibile tutto questo.
Firma nel riquadro “”Sostegno degli enti del Terzo Settore””
Una sera, dopo una lunga giornata in strada, i volontari di Sinergia hanno incontrato nella piazza principale una mamma e le sue due figlie, di 8 e 12 anni. Ognuna portava sulle spalle uno zainetto consumato dal tempo. Mentre Martin parlava con la madre, Rebecca, volontaria di Sinergia, ha trascorso del tempo con le bambine. Insieme non hanno giocato ma hanno raccontato la propria storia.
โCosa ci fai qui in Perรน?โ, chiese di una di loro a Rebecca. Da lรฌ รจ iniziata una conversazione che ha aperto una finestra sul loro mondo. Le bambine hanno raccontato di aver vissuto in una casa famiglia, da cui perรฒ avevano scelto di andare via perchรฉ non volevano essere separate. Hanno condiviso i loro sogni, le loro curiositร e lโammirazione per chi aveva studiato, viaggiato, imparato nuove lingue. Avevano conosciuto volontari stranieri e avevano imparato qualche parola di inglese e tedesco. Ma quello che colpiva davvero era altro: una fame di conoscenza rara, profonda, autentica. Facevano domande, volevano capire, imparare, migliorare. I loro occhi brillavano.
Prima di salutarle, i volontari si sono ricordati del pane avanzato recuperato dai supermercati con cui collaborano e hanno deciso di offrirgliene un poโ. Lo hanno accolto con una gratitudine e allo stesso tempo vergogna. E in un attimo qualcosa รจ cambiato.
Gli occhi che poco prima brillavano parlando di scuola, sogni e lingue straniere si sono abbassati sul cibo. Perchรฉ ci sono bambini che sognano di studiare, ma che prima devono pensare a qualcosa di molto piรน semplice: trovare da mangiare e un posto dove dormire.
Tornando verso casa, Martin ha raccontato la loro realtร : quella sera, finite le ore passate a vendere caramelle per strada, sarebbero andate a cercare un posto dove trascorrere la notte.
Un nuovo anno รจ iniziato e porta con sรฉ una bellissima notizia: anche questโanno la nostra associazione Sinergia ha ottenuto un importante finanziamento da parte della ๐ ๐จ๐ง๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐ซ๐จ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ข๐๐๐ซ – ๐๐๐. Fondazione Prosolidar.
๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ รจ un’organizzazione costituita nellโambito del settore del credito per la realizzazione, in Italia ed all’estero, di progetti solidali e socialmente rilevanti, promuovendo la giustizia sociale, l’inclusione e lo sviluppo sostenibile. In essa sono presenti, in modo paritetico, tutte le Organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore medesimo (tramite le proprie Segreterie Nazionali) nonchรฉ, per parte datoriale, lโAssociazione Bancaria Italiana e tutte le imprese che aderiscono allโAssociazione. Eโ la prima e, allo stato, lโunica esperienza, anche a livello internazionale, di ente voluto dalle parti in un contratto collettivo nazionale di lavoro e finanziato attraverso il “match-gifting”, cioรจ la condivisione del contributo in misura uguale tra lavoratori ed imprese.
Per i nostri ragazzi questo significa continuitร , stabilitร e nuove opportunitร : percorsi scolastici che proseguono, indipendenza che cresce giorno dopo giorno e relazioni che si rafforzano.
Ma soprattutto significa poterci prendere cura di loro ogni giorno, accompagnandoli con attenzione educativa, supporto emotivo e presenza costante nel loro percorso di crescita.
Dietro ogni piccolo traguardo raggiunto cโรจ la possibilitร concreta di immaginare il futuro con piรน fiducia.
Sapere di poter contare ancora su questo sostegno ci permette di guardare avanti con responsabilitร e speranza, continuando a costruire insieme occasioni di crescita, inclusione e serenitร .
Grazie di cuore per aver scelto ancora di credere nel nostro lavoro e soprattutto nei nostri ragazzi.
Vogliamo augurarVi buon Natale attraverso le sue parole per ringraziarvi della vicinanza costante ai nostri ragazzi di Lima (Perรน), che avete espresso nel 2025 in tanti splendidi modi: dalle donazioni finanziarie, ai messaggi di risposta alle nostre pubblicazioni, partecipando al viaggio organizzato in Perรน ad ottobre, condividendo le cene e i banchetti di raccolta fondi, pregando per loro, facendo volontariato diretto in loco. Ognuno di voi, da anni, dona ai nostri ragazzi e agli operatori che li seguono in strada e nella casa-famiglia una parte del proprio cuore, facendoli sentire amati e protetti.
GRAZIE dal piรน profondo del cuore. Insieme stiamo costruendo da piรน di 20 anni una piccola comunitร fraterna, che unisce due paesi solo geograficamente lontani, ma in realtร cosรฌ vicini per il ponte di amicizia, sincera e profonda, che si รจ costruito nel tempo e che ora รจ sbocciato in un meraviglioso albero, che ha come frutti i nostri e i loro volti, pronti a sorridere, le nostre e le loro mani, pronte a dare, le nostre e le loro bocche, pronte ad incoraggiare e ringraziare.
Siamo certi che, continuando a donarci reciprocamente la nostra presenza, continueremo a costruire un mondo di pace, di bellezza, di amore, di cui ha cosรฌ tanto bisogno la Terra. Sono i piccoli gesti che fanno la differenza, sono i nostri cuori che battono che nutrono i nostri fratelli.
Ognuno dei nostri ragazzi e dei nostri operatori vi stringono in un forte abbraccio augurandovi un Natale di Luce e Pace, dentro di voi e nelle vostre relazioni. Anche se non tutti avete ancora avuto la gioia di incontrarli e conoscerli di persona, le loro storie ve li hanno resi piรน vicini, piรน reali, piรน presenti.
Vi diamo anche la splendida notizia che siamo tornati ad essere una Organizzazione di Volontariato, dopo che per alcuni anni eravamo stati Ente del Terzo Settore. Siamo felici perchรฉ la nostra essenza profonda di realtร che fa tutto volontariamente per gli altri รจ ora di nuovo riconosciuta anche a livello formale. Possa il Divino ricompensarvi ampiamente nella misura in cui avete saputo e sapete ancora donare agli altri, compresi i nostri e vostri ragazzi di Lima (Perรน).
Il 31 gennaio 2026 festeggeremo i 22 anni della nostra associazione. Siete fin dโora invitati a partecipare alla cena che organizzeremo a Piovezzano.
Due mesi fa, quando sono partita per il Perรน, dopo la preparazione fatta con Martin, non potevo minimamente immaginare ciรฒ che avrei vissuto. Sรฌ, lo sapevo: avrei conosciuto una realtร diversa, creato legami, vissuto unโesperienza che lascia il segno. Tutto vero. Ma non sapevo che non sarebbe finita lรฌ.
La mia esperienza non si conclude con il rientro in Italia. Continua ogni volta che racconto, che condivido, che porto testimonianza di ciรฒ che ho visto a chi, dallโItalia, sostiene e crede in questo progetto. Perchรฉ il loro impegno ha un volto, ha nomi, ha sorrisi veri. E io li ho visti dal vivo. Li ho visti negli occhi di madri giovanissime e distrutte, mentre osservano i propri figli imparare a leggere e scrivere. Nei bambini accolti nella casa hogar, che per la prima volta possono sentirsi vulnerabili e amati. Nelle famiglie sostenute dal progetto educativo. Nei ragazzi che, giorno dopo giorno, iniziano ad avere sogni propri.
ร impossibile raccontare tutto quello che ho vissuto in poche righe. Cosรฌ voglio raccontarvi loro. I ragazzi con cui ho condiviso la mia quotidianitร . Li chiamavo โgli ocho enanitosโ, ma in realtร erano otto pesti molto piรน forti di me.
Matteo (15) e Miguel (12), due fratelli in casetta da quasi un anno. Matteo sogna di studiare robotica: dopo scuola, la sera, cercavamo insieme universitร e borse di studio. Miguel, invece, sogna di diventare calciatore. E quando al torneo abbiamo giocato contro adulti molto piรน grandi, lui โ il piรน piccolo โ รจ stato uno dei migliori in campo.
Alejandro (17), Jayco (14) e Yaco (12), tre fratelli dal cuore enorme. Mi proteggevano come una sorella, mi ricordavano di stare attenta, si assicuravano che mangiassi abbastanza (con un solo obiettivo: farmi tornare โgorditaโ in Italia). La sera parlavo con Alejandro delle sue prime cotte, di giorno aiutavo gli altri a recuperare anni di scuola persi vendendo caramelle per strada.
Con Junior (12) ho passato ore infinite sui compiti: mattina, pomeriggio e sera. Allโinizio aveva paura di non capirmi, poi non voleva studiare con nessun altro. Non aveva bisogno di spiegazioni: aveva bisogno di qualcuno che restasse lรฌ con lui. Spero di ricevere presto una sua foto, in divisa, davanti alla scuola.
Iustin (14) faceva i compiti da solo. Mi regalava braccialetti, mi batteva a dama e matematica, mi raccontava della sua famiglia. In lui ho visto un bisogno di amore e affetto che non avevo mai incontrato prima.
Juan, dolcissimo e sensibile, ha dovuto lasciare la casa perchรฉ non adatta alle sue necessitร . Ma nessuno lo ha dimenticato. Ogni giorno i ragazzi chiedono di lui.
Al suo posto รจ arrivato Maicol, direttamente dal Ministero dellโInfanzia: viveva in una stanza piccolissima, ma ha una voglia enorme di cambiare. E oggi รจ giร una motivazione per gli altri.
Queste sono solo otto vite. Ma sono innumerevoli quelle che mi hanno toccato in queste sette settimane. Dal lavoro in strada agli eventi, dalle fatiche quotidiane alle gioie inaspettate, ho imparato tanto. Ho imparato perchรฉ il diamante nasce dal carbone. Ho imparato che Lima ha il cielo quasi sempre grigio. Ho imparato ad amare una cultura nuova. Ad amare senza chiedere nulla in cambio. A riconoscere un โgrazieโ dentro un sorriso.
Questo viaggio non si chiude qui. Continua nelle storie che porterรฒ con me, nei legami che resteranno, nelle scelte future.
Questa รจ stata una settimana diversa, intensa, dolce e un poโ nostalgica.
Si avvicina il momento della mia partenza e, senza nemmeno accorgercene, tutti abbiamo iniziato a prepararci. Non รจ semplice salutarsi, soprattutto quando ci si รจ voluti bene cosรฌ in fretta. Cosรฌ, ogni gesto รจ diventato piรน significativo: un abbraccio piรน stretto, una mano che cerca la mia, uno sguardo che chiede โtornerai?โ. Cerco di lasciare ai ragazzi un messaggio chiaro e pieno di speranza: questo non รจ un addio, รจ un โci rivediamo prestoโ. Continuate a studiare, a lavorare sui vostri sogni, a crescereโฆ e un giorno sarete voi a raccontarmi quanto lontano siete arrivati. I piรน piccoli, soprattutto, vivono questo momento con una dolcezza disarmante: non mi lasciano sola un secondo, mi seguono come unโombra, quasi a voler imprimere ogni istante nella memoria.
La settimana รจ stata anche la prova perfetta della mia โdoppia vitaโ qui. ๐๐ฎ๐ง๐๐๐ข’sono rientrata da una giornata a Miraflores e ho trovato il motore del pozzo rotto: niente acqua. Cosรฌ, tutti insieme, abbiamo raccolto lโacqua a mano per cucinare, lavarci e pulire. Una piccola grande fatica quotidiana che ti riporta con i piedi per terra, ricordandoti quanto poco serva per cambiare prospettiva. ๐๐๐ซ๐๐จ๐ฅ๐๐๐ข’ siamo stati invitati dalla comunitร del Cenacolo (Rayos de Luz) per una partita amichevole di pallavolo. La squadra di ragazze allenate da Alessandro ci ha accolti con un entusiasmo contagioso. Giocare insieme, ridere, scherzare รจ stato un momento di condivisione pura, quella che non ha bisogno di parole nรฉ di lingue in comune.
E poi รจ arrivato ๐ฏ๐๐ง๐๐ซ๐๐ข’: il mio compleanno. Non riesco a trovare unโaltra parola se non ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐. ร stato probabilmente il momento piรน bello di tutta lโesperienza. I ragazzi hanno voluto festeggiare insieme, come una vera famiglia. Abbiamo ricordato i momenti piรน belli di queste settimane: il loro benvenuto, i compiti fatti fianco a fianco, le battute, le partite infinite di pallavolo, i pasti condivisi e le nostre piccole tradizioni quotidiane.
E poi un regalo speciale: per la prima volta nella mia vita qualcuno mi ha dedicato una canzone. Romel, un ex chico della casa, autodidatta alla chitarra e con una voce che arriva dritta al cuore, ha cantato per me. Le sue note hanno fatto emozionare tutti, adulti e ragazzi, riempiendo la stanza di una bellezza difficile da descrivere. La serata si รจ chiusa tra balli, abbracci e un sorriso che non riuscivo a togliermi dal viso. ร stato un compleanno indimenticabileโฆ proprio come questa esperienza.
Un altro tassello di questa casetta che, giorno dopo giorno, sta diventando casa anche per me.
Questa รจ stata una settimana particolarmente intensa e significativa.
Giovedรฌ si celebrava la Giornata Internazionale dei Diritti dei Bambini, e come Sinergia por la Infancia abbiamo organizzato un grande evento insieme ad altre cinque case famiglia: quasi 100 persone, tra bambini, ragazzi e adulti, riunite per unโunica finalitร โ ricordare e far comprendere lโimportanza dei diritti umani. Attraverso i giochi e le attivitร che avevo preparato, i ragazzi hanno saputo dare un nome ai propri diritti, riconoscerli, raccontarliโฆ ma soprattutto hanno trovato il coraggio di dire ad alta voce come, in passato, questi diritti siano stati spesso violati. Vederli riflettere, confrontarsi e riconoscere il proprio valore รจ stato emozionante. Per me รจ stata una giornata speciale, quasi simbolica: la chiusura di un percorso iniziato mesi fa insieme a loro.
In queste settimane abbiamo lavorato molto su questo tema e, nel mio piccolo, ho cercato di far capire a ciascuno che vale, che la sua opinione merita ascolto e rispetto, che ha diritto a studiare, a essere protettoโฆ e, soprattutto, a giocare. Perchรฉ anche il gioco รจ un diritto, non un lusso.
Unโaltra gioia grande della settimana รจ stato il traguardo dellโultimo arrivato, un ragazzo di 12 anni. Arrivato due mesi fa, ha compiuto un passo importantissimo: รจ passato dalla fase di acogida (accoglienza) a quella di atardecer, che comporta piรน libertร , piรน responsabilitร e un cammino piรน stabile verso lโautonomia. Questo passaggio racconta tanto: la sua voglia di crescere, di migliorare e di costruire qualcosa di diverso per sรฉ.
Sabato abbiamo avuto anche un bellissimo momento di connessione con lโItalia: una videochiamata con Sinergia Italia. I ragazzi erano entusiasti, molti si sono avvicinati alla telecamera per salutare, chiacchierare, ridere. Rivedere gli italiani che erano stati qui in viaggio ha riempito tutti di gioia: sembrava un piccolo ponte che, per un attimo, ha unito due mondi.
E oggi, domenica, abbiamo avuto la fortuna di ospitare Maddalena, una ragazza italiana che vive in Perรน e lavora in una ONG di Lima. Grazie a lei abbiamo partecipato a un taller sul riciclaggio, unโattivitร preziosa che ha coinvolto grande e piccoli, lasciando ai ragazzi nuove idee e nuovi modi per prendersi cura dellโambiente.
ร stata una settimana piena, ricca di incontri, conquiste e consapevolezze. E ogni giorno che passa mi rendo conto di quanto sia un privilegio poter camminare accanto a questi ragazzi, vederli crescere e scoprire se stessi.
Sono arrivata a metร della mia esperienza e sento che il tempo corre veloce.
Tra la routine in casa, le uscite in strada e gli immancabili imprevisti, anche questa settimana รจ stata fatta di momenti intensi, emozionanti e indimenticabili. Abbiamo incontrato il papร del ragazzo conosciuto la settimana scorsa. Ci ha raccontato la sua storia: un uomo stremato, con tre figlie dai 4 ai 10 anni, una delle quali lotta contro la leucemia, e due figli maggiori che, a causa dellโassenza di una figura stabile e delle difficoltร economiche, passano sempre piรน tempo in strada, lontani dalla scuola. Da quando la moglie รจ stata incarcerata ingiustamente, porta tutto il peso della famiglia sulle spalle. Nei suoi occhi ho visto la paura di perdere i figli, che possano esser portati via dal Ministero della Mujer.
Ma ho visto anche il coraggio di chiedere aiuto, lโumiltร di ammettere che da solo non ce la fa piรน, nonostante abbia dato tutto se stesso. ร stato un incontro che mi ha lasciato dentro tanto: fragilitร , forza e speranza intrecciate nello stesso sguardo.
Venerdรฌ e sabato sono stata a Miraflores, nel centro di Lima, a un evento insieme ad altre organizzazioni non profit: abbiamo venduto turrones e lavori in ceramica per sostenere la casa. ร stato bello scoprire quante persone sono disposte ad aiutare, offrendo tempo, competenze, ascolto. E mi ha riempito dโorgoglio raccontare il cammino di Sinergia, le vite che ha toccato, i cambiamenti piccoli e grandi nati da gesti semplici: una donazione, un acquisto, una parola condivisa tra amici.
Ogni granello di sabbia fa davvero la differenza.
In casa, invece, la settimana รจ trascorsa tranquilla. Ora che finalmente il sole si affaccia, passiamo piรน tempo fuori a giocare a volley o a calcio. In quei momenti divento una di loro: non cโรจ etร , non cโรจ lingua, non cโรจ cultura. Torno bambina anchโio, e mi ricordo ancora una volta che la felicitร รจ spesso nascosta nelle cose semplici: una palla, due risate, e amici che con il tempo diventano famiglia.