Quando la voglia di imparare incontra la realtà della strada
Una sera, dopo una lunga giornata in strada, i volontari di Sinergia hanno incontrato nella piazza principale una mamma e le sue due figlie, di 8 e 12 anni. Ognuna portava sulle spalle uno zainetto consumato dal tempo. Mentre Martin parlava con la madre, Rebecca, volontaria di Sinergia, ha trascorso del tempo con le bambine. Insieme non hanno giocato ma hanno raccontato la propria storia.
“Cosa ci fai qui in Perù?”, chiese di una di loro a Rebecca. Da lì è iniziata una conversazione che ha aperto una finestra sul loro mondo. Le bambine hanno raccontato di aver vissuto in una casa famiglia, da cui però avevano scelto di andare via perché non volevano essere separate. Hanno condiviso i loro sogni, le loro curiosità e l’ammirazione per chi aveva studiato, viaggiato, imparato nuove lingue. Avevano conosciuto volontari stranieri e avevano imparato qualche parola di inglese e tedesco. Ma quello che colpiva davvero era altro: una fame di conoscenza rara, profonda, autentica. Facevano domande, volevano capire, imparare, migliorare. I loro occhi brillavano.
Prima di salutarle, i volontari si sono ricordati del pane avanzato recuperato dai supermercati con cui collaborano e hanno deciso di offrirgliene un po’. Lo hanno accolto con una gratitudine e allo stesso tempo vergogna. E in un attimo qualcosa è cambiato.
Gli occhi che poco prima brillavano parlando di scuola, sogni e lingue straniere si sono abbassati sul cibo. Perché ci sono bambini che sognano di studiare, ma che prima devono pensare a qualcosa di molto più semplice: trovare da mangiare e un posto dove dormire.
Tornando verso casa, Martin ha raccontato la loro realtà: quella sera, finite le ore passate a vendere caramelle per strada, sarebbero andate a cercare un posto dove trascorrere la notte.
𝘚𝘪𝘯𝘦𝘳𝘨𝘪𝘢 𝘯𝘢𝘴𝘤𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰, 𝘤𝘳𝘦𝘴𝘤𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘷𝘪𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘷𝘪𝘷𝘦 𝘯𝘦𝘪 𝘭𝘦𝘨𝘢𝘮𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘯𝘰. 𝘚𝘪𝘯𝘦𝘳𝘨𝘪𝘢 è 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢.

























