Pasqua 2026
Santa Pasqua 2026
Carissimi amici,
costruiamo la pace ogni giorno, quando in ogni pensiero, parola e gesto mettiamo il cuore e la volontà di costruire relazioni rispettose e solidali con tutte le persone che entrano nelle nostre vite.
In questa Pasqua vogliamo augurare a tutti gli uomini della Terra la Pace vera e profonda, quella del cuore, perché tutti insieme possiamo cancellare l’odio, la guerra, la violenza e riscoprici fratelli.
Sinergia e Sinergia Por La Infancia continuano a credere che la pace passi anche attraverso pari opportunità per tutti, inclusi i ragazzi di strada. Ogni giorno, in Perù, i nostri educatori, psicologa, assistente sociale, cuoca, contabile contribuiscono con impegno e dedizione a donare opportunità di vitto, alloggio, studio, formazione, svago ai minori e adolescenti in strada e nella casa-famiglia.
Oggi vivono con noi i fratelli Mateo e Miguel, sempre impegnati nello studio e nello sport, con ottimi risultati. Mateo frequenta anche un corso di informatica. Justin e Micael (ultimo arrivato) hanno iniziato a frequentare una scuola privata per il recupero degli anni scolastici arretrati: sono molto felici di studiare in un contesto esterno alla casa anche per stringere nuove amicizie. Julio ha iniziato il secondo anno di università, dopo aver visitato e aiutato la sua famiglia d’origine. Alejandro, compiuti i 18 anni, ha preferito accettare la proposta di lavoro del fratello e iniziare una vita indipendente: è in contatto con noi e lo aiutamo per gli studi. I suoi due fratelli sono tornati a vivere con la mamma. Abbiamo ospitato per un breve periodo un altro Mateo che aveva vissuto negli anni scorsi con noi: ha provato a tornare ma ha fatto fatica a riambientarsi. Lo accompagniamo a distanza, con amore e disponibilità, nella misura in cui lui vorrà essere supportato. Cesar, che vive da un anno vive solo, dopo un periodo di pausa, è tornato a “vivere” in famiglia nei fine settimana, perché ha bisogno di compagnia e dell’amore familiare: siamo felici perché abbiamo sempre voluto essere per i ragazzi un punto di riferimento affettivo costante, anche dopo la loro indipendenza, affiancandoci alle loro famiglie di origine che non sempre lo sono. Celso, maggiorenne con ritardo mentale ma ottime doti di musicista, fatica a rimanere nei centri in cui Martin lo accompagna: ogni tanto scappa e bussa alla nostra porta. Gli manca la libertà. Da qualche settimana lo accogliamo nelle ore notturne e per alcuni pasti. La flessibilità nell’accoglienza è importante per dare un aiuto personalizzato. Sono riprese anche le attività del Programma di Sostegno Educativo (vedi foto): aiuto per acquisto di materiali scolastici e donazione mensile di viveri per la colazione. Attualmente aiutiamo 22 bambini e adolescenti di famiglie svantaggiate.

Grazie di cuore per contribuire con noi a costruire un mondo di pace per tutti. Buona Pasqua!
Grazie a Fondazione Prosolidar
Un nuovo anno è iniziato e porta con sé una bellissima notizia: anche quest’anno la nostra associazione Sinergia ha ottenuto un importante finanziamento da parte della 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫 – 𝐄𝐓𝐒. Fondazione Prosolidar.

𝐅𝐎𝐍𝐃𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐎𝐋𝐈𝐃𝐀𝐑 𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐅𝐈𝐋𝐀𝐍𝐓𝐑𝐎𝐏𝐈𝐂𝐎 𝐄𝐓𝐒 è un’organizzazione costituita nell’ambito del settore del credito per la realizzazione, in Italia ed all’estero, di progetti solidali e socialmente rilevanti, promuovendo la giustizia sociale, l’inclusione e lo sviluppo sostenibile. In essa sono presenti, in modo paritetico, tutte le Organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore medesimo (tramite le proprie Segreterie Nazionali) nonché, per parte datoriale, l’Associazione Bancaria Italiana e tutte le imprese che aderiscono all’Associazione. E’ la prima e, allo stato, l’unica esperienza, anche a livello internazionale, di ente voluto dalle parti in un contratto collettivo nazionale di lavoro e finanziato attraverso il “match-gifting”, cioè la condivisione del contributo in misura uguale tra lavoratori ed imprese.
Per i nostri ragazzi questo significa continuità, stabilità e nuove opportunità: percorsi scolastici che proseguono, indipendenza che cresce giorno dopo giorno e relazioni che si rafforzano.
Ma soprattutto significa poterci prendere cura di loro ogni giorno, accompagnandoli con attenzione educativa, supporto emotivo e presenza costante nel loro percorso di crescita.
Dietro ogni piccolo traguardo raggiunto c’è la possibilità concreta di immaginare il futuro con più fiducia.
Sapere di poter contare ancora su questo sostegno ci permette di guardare avanti con responsabilità e speranza, continuando a costruire insieme occasioni di crescita, inclusione e serenità.
Grazie di cuore per aver scelto ancora di credere nel nostro lavoro e soprattutto nei nostri ragazzi.

𝐡𝐭𝐭𝐩://𝐰𝐰𝐰.𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞𝐩𝐫𝐨𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫.𝐨𝐫𝐠/
𝑺𝒊𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒆 𝒅𝒂𝒍𝒍’𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐, 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒗𝒊𝒗𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒍𝒆𝒈𝒂𝒎𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒏𝒐.
Un Natale luminoso a tutti da Sinergia
Natale 2025
Carissimi amici,
“È dando che si riceve”
Così ci ricorda San Francesco di Assisi.
Vogliamo augurarVi buon Natale attraverso le sue parole per ringraziarvi della vicinanza costante ai nostri ragazzi di Lima (Perù), che avete espresso nel 2025 in tanti splendidi modi: dalle donazioni finanziarie, ai messaggi di risposta alle nostre pubblicazioni, partecipando al viaggio organizzato in Perù ad ottobre, condividendo le cene e i banchetti di raccolta fondi, pregando per loro, facendo volontariato diretto in loco.
Ognuno di voi, da anni, dona ai nostri ragazzi e agli operatori che li seguono in strada e nella casa-famiglia una parte del proprio cuore, facendoli sentire amati e protetti.
GRAZIE dal più profondo del cuore.
Insieme stiamo costruendo da più di 20 anni una piccola comunità fraterna, che unisce due paesi solo geograficamente lontani, ma in realtà così vicini per il ponte di amicizia, sincera e profonda, che si è costruito nel tempo e che ora è sbocciato in un meraviglioso albero, che ha come frutti i nostri e i loro volti, pronti a sorridere, le nostre e le loro mani, pronte a dare, le nostre e le loro bocche, pronte ad incoraggiare e ringraziare.
Siamo certi che, continuando a donarci reciprocamente la nostra presenza, continueremo a costruire un mondo di pace, di bellezza, di amore, di cui ha così tanto bisogno la Terra.
Sono i piccoli gesti che fanno la differenza, sono i nostri cuori che battono che nutrono i nostri fratelli.
Ognuno dei nostri ragazzi e dei nostri operatori vi stringono in un forte abbraccio augurandovi un Natale di Luce e Pace, dentro di voi e nelle vostre relazioni.
Anche se non tutti avete ancora avuto la gioia di incontrarli e conoscerli di persona, le loro storie ve li hanno resi più vicini, più reali, più presenti.
𝑺𝒊𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒆 𝒅𝒂𝒍𝒍’𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐, 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒗𝒊𝒗𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒍𝒆𝒈𝒂𝒎𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒏𝒐.
Vi diamo anche la splendida notizia che siamo tornati ad essere una Organizzazione di Volontariato, dopo che per alcuni anni eravamo stati Ente del Terzo Settore. Siamo felici perché la nostra essenza profonda di realtà che fa tutto volontariamente per gli altri è ora di nuovo riconosciuta anche a livello formale.
Possa il Divino ricompensarvi ampiamente nella misura in cui avete saputo e sapete ancora donare agli altri, compresi i nostri e vostri ragazzi di Lima (Perù).
Il 31 gennaio 2026 festeggeremo i 22 anni della nostra associazione.
Siete fin d’ora invitati a partecipare alla cena che organizzeremo a Piovezzano.
Buon Natale e Buon 2026, di cuore, a tutti Voi.
Ultima lettera dalla casetta
𝑨 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑹𝒆𝒃𝒆𝒄𝒄𝒂, 𝒗𝒐𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑺𝒊𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂
Due mesi fa, quando sono partita per il Perù, dopo la preparazione fatta con Martin, non potevo minimamente immaginare ciò che avrei vissuto. Sì, lo sapevo: avrei conosciuto una realtà diversa, creato legami, vissuto un’esperienza che lascia il segno. Tutto vero. Ma non sapevo che non sarebbe finita lì.
La mia esperienza non si conclude con il rientro in Italia. Continua ogni volta che racconto, che condivido, che porto testimonianza di ciò che ho visto a chi, dall’Italia, sostiene e crede in questo progetto. Perché il loro impegno ha un volto, ha nomi, ha sorrisi veri. E io li ho visti dal vivo. Li ho visti negli occhi di madri giovanissime e distrutte, mentre osservano i propri figli imparare a leggere e scrivere. Nei bambini accolti nella casa hogar, che per la prima volta possono sentirsi vulnerabili e amati. Nelle famiglie sostenute dal progetto educativo. Nei ragazzi che, giorno dopo giorno, iniziano ad avere sogni propri.
È impossibile raccontare tutto quello che ho vissuto in poche righe. Così voglio raccontarvi loro. I ragazzi con cui ho condiviso la mia quotidianità. Li chiamavo “gli ocho enanitos”, ma in realtà erano otto pesti molto più forti di me.
Matteo (15) e Miguel (12), due fratelli in casetta da quasi un anno. Matteo sogna di studiare robotica: dopo scuola, la sera, cercavamo insieme università e borse di studio. Miguel, invece, sogna di diventare calciatore. E quando al torneo abbiamo giocato contro adulti molto più grandi, lui — il più piccolo — è stato uno dei migliori in campo.
Alejandro (17), Jayco (14) e Yaco (12), tre fratelli dal cuore enorme. Mi proteggevano come una sorella, mi ricordavano di stare attenta, si assicuravano che mangiassi abbastanza (con un solo obiettivo: farmi tornare “gordita” in Italia). La sera parlavo con Alejandro delle sue prime cotte, di giorno aiutavo gli altri a recuperare anni di scuola persi vendendo caramelle per strada.
Con Junior (12) ho passato ore infinite sui compiti: mattina, pomeriggio e sera. All’inizio aveva paura di non capirmi, poi non voleva studiare con nessun altro. Non aveva bisogno di spiegazioni: aveva bisogno di qualcuno che restasse lì con lui. Spero di ricevere presto una sua foto, in divisa, davanti alla scuola.

Iustin (14) faceva i compiti da solo. Mi regalava braccialetti, mi batteva a dama e matematica, mi raccontava della sua famiglia. In lui ho visto un bisogno di amore e affetto che non avevo mai incontrato prima.
Juan, dolcissimo e sensibile, ha dovuto lasciare la casa perché non adatta alle sue necessità. Ma nessuno lo ha dimenticato. Ogni giorno i ragazzi chiedono di lui.
Al suo posto è arrivato Maicol, direttamente dal Ministero dell’Infanzia: viveva in una stanza piccolissima, ma ha una voglia enorme di cambiare. E oggi è già una motivazione per gli altri.
Queste sono solo otto vite. Ma sono innumerevoli quelle che mi hanno toccato in queste sette settimane. Dal lavoro in strada agli eventi, dalle fatiche quotidiane alle gioie inaspettate, ho imparato tanto. Ho imparato perché il diamante nasce dal carbone. Ho imparato che Lima ha il cielo quasi sempre grigio. Ho imparato ad amare una cultura nuova. Ad amare senza chiedere nulla in cambio. A riconoscere un “grazie” dentro un sorriso.
Questo viaggio non si chiude qui. Continua nelle storie che porterò con me, nei legami che resteranno, nelle scelte future.
𝑺𝒊𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒆 𝒅𝒂𝒍𝒍’𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐, 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒗𝒊𝒗𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒍𝒆𝒈𝒂𝒎𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒏𝒐. ![]()






Lettere dalla casetta – Settimana 6
𝑨 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑹𝒆𝒃𝒆𝒄𝒄𝒂, 𝒗𝒐𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑺𝒊𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂
Questa è stata una settimana diversa, intensa, dolce e un po’ nostalgica.
Si avvicina il momento della mia partenza e, senza nemmeno accorgercene, tutti abbiamo iniziato a prepararci. Non è semplice salutarsi, soprattutto quando ci si è voluti bene così in fretta. Così, ogni gesto è diventato più significativo: un abbraccio più stretto, una mano che cerca la mia, uno sguardo che chiede “tornerai?”. Cerco di lasciare ai ragazzi un messaggio chiaro e pieno di speranza: questo non è un addio, è un “ci rivediamo presto”. Continuate a studiare, a lavorare sui vostri sogni, a crescere… e un giorno sarete voi a raccontarmi quanto lontano siete arrivati. I più piccoli, soprattutto, vivono questo momento con una dolcezza disarmante: non mi lasciano sola un secondo, mi seguono come un’ombra, quasi a voler imprimere ogni istante nella memoria.
La settimana è stata anche la prova perfetta della mia “doppia vita” qui. 𝐋𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢’sono rientrata da una giornata a Miraflores e ho trovato il motore del pozzo rotto: niente acqua. Così, tutti insieme, abbiamo raccolto l’acqua a mano per cucinare, lavarci e pulire. Una piccola grande fatica quotidiana che ti riporta con i piedi per terra, ricordandoti quanto poco serva per cambiare prospettiva. 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢’ siamo stati invitati dalla comunità del Cenacolo (Rayos de Luz) per una partita amichevole di pallavolo. La squadra di ragazze allenate da Alessandro ci ha accolti con un entusiasmo contagioso. Giocare insieme, ridere, scherzare è stato un momento di condivisione pura, quella che non ha bisogno di parole né di lingue in comune.
E poi è arrivato 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢’: il mio compleanno. Non riesco a trovare un’altra parola se non 𝒈𝒓𝒂𝒕𝒊𝒕𝒖𝒅𝒊𝒏𝒆. È stato probabilmente il momento più bello di tutta l’esperienza. I ragazzi hanno voluto festeggiare insieme, come una vera famiglia. Abbiamo ricordato i momenti più belli di queste settimane: il loro benvenuto, i compiti fatti fianco a fianco, le battute, le partite infinite di pallavolo, i pasti condivisi e le nostre piccole tradizioni quotidiane.
E poi un regalo speciale: per la prima volta nella mia vita qualcuno mi ha dedicato una canzone. Romel, un ex chico della casa, autodidatta alla chitarra e con una voce che arriva dritta al cuore, ha cantato per me. Le sue note hanno fatto emozionare tutti, adulti e ragazzi, riempiendo la stanza di una bellezza difficile da descrivere. La serata si è chiusa tra balli, abbracci e un sorriso che non riuscivo a togliermi dal viso. È stato un compleanno indimenticabile… proprio come questa esperienza.
Un altro tassello di questa casetta che, giorno dopo giorno, sta diventando casa anche per me. ![]()
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Lettere dalla casetta – Settimana 5
𝑨 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑹𝒆𝒃𝒆𝒄𝒄𝒂, 𝒗𝒐𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑺𝒊𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂
Questa è stata una settimana particolarmente intensa e significativa.
Giovedì si celebrava la Giornata Internazionale dei Diritti dei Bambini, e come Sinergia por la Infancia abbiamo organizzato un grande evento insieme ad altre cinque case famiglia: quasi 100 persone, tra bambini, ragazzi e adulti, riunite per un’unica finalità — ricordare e far comprendere l’importanza dei diritti umani. Attraverso i giochi e le attività che avevo preparato, i ragazzi hanno saputo dare un nome ai propri diritti, riconoscerli, raccontarli… ma soprattutto hanno trovato il coraggio di dire ad alta voce come, in passato, questi diritti siano stati spesso violati. Vederli riflettere, confrontarsi e riconoscere il proprio valore è stato emozionante. Per me è stata una giornata speciale, quasi simbolica: la chiusura di un percorso iniziato mesi fa insieme a loro.
In queste settimane abbiamo lavorato molto su questo tema e, nel mio piccolo, ho cercato di far capire a ciascuno che vale, che la sua opinione merita ascolto e rispetto, che ha diritto a studiare, a essere protetto… e, soprattutto, a giocare. Perché anche il gioco è un diritto, non un lusso.
Un’altra gioia grande della settimana è stato il traguardo dell’ultimo arrivato, un ragazzo di 12 anni. Arrivato due mesi fa, ha compiuto un passo importantissimo: è passato dalla fase di acogida (accoglienza) a quella di atardecer, che comporta più libertà, più responsabilità e un cammino più stabile verso l’autonomia. Questo passaggio racconta tanto: la sua voglia di crescere, di migliorare e di costruire qualcosa di diverso per sé.

Sabato abbiamo avuto anche un bellissimo momento di connessione con l’Italia: una videochiamata con Sinergia Italia. I ragazzi erano entusiasti, molti si sono avvicinati alla telecamera per salutare, chiacchierare, ridere. Rivedere gli italiani che erano stati qui in viaggio ha riempito tutti di gioia: sembrava un piccolo ponte che, per un attimo, ha unito due mondi.

E oggi, domenica, abbiamo avuto la fortuna di ospitare Maddalena, una ragazza italiana che vive in Perù e lavora in una ONG di Lima. Grazie a lei abbiamo partecipato a un taller sul riciclaggio, un’attività preziosa che ha coinvolto grande e piccoli, lasciando ai ragazzi nuove idee e nuovi modi per prendersi cura dell’ambiente.

È stata una settimana piena, ricca di incontri, conquiste e consapevolezze. E ogni giorno che passa mi rendo conto di quanto sia un privilegio poter camminare accanto a questi ragazzi, vederli crescere e scoprire se stessi. ![]()
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Lettere dalla casetta – Settimana 4
𝑨 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑹𝒆𝒃𝒆𝒄𝒄𝒂, 𝒗𝒐𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑺𝒊𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂
Sono arrivata a metà della mia esperienza e sento che il tempo corre veloce.
Tra la routine in casa, le uscite in strada e gli immancabili imprevisti, anche questa settimana è stata fatta di momenti intensi, emozionanti e indimenticabili. Abbiamo incontrato il papà del ragazzo conosciuto la settimana scorsa. Ci ha raccontato la sua storia: un uomo stremato, con tre figlie dai 4 ai 10 anni, una delle quali lotta contro la leucemia, e due figli maggiori che, a causa dell’assenza di una figura stabile e delle difficoltà economiche, passano sempre più tempo in strada, lontani dalla scuola. Da quando la moglie è stata incarcerata ingiustamente, porta tutto il peso della famiglia sulle spalle. Nei suoi occhi ho visto la paura di perdere i figli, che possano esser portati via dal Ministero della Mujer.
Ma ho visto anche il coraggio di chiedere aiuto, l’umiltà di ammettere che da solo non ce la fa più, nonostante abbia dato tutto se stesso. È stato un incontro che mi ha lasciato dentro tanto: fragilità, forza e speranza intrecciate nello stesso sguardo.
Venerdì e sabato sono stata a Miraflores, nel centro di Lima, a un evento insieme ad altre organizzazioni non profit: abbiamo venduto turrones e lavori in ceramica per sostenere la casa. È stato bello scoprire quante persone sono disposte ad aiutare, offrendo tempo, competenze, ascolto. E mi ha riempito d’orgoglio raccontare il cammino di Sinergia, le vite che ha toccato, i cambiamenti piccoli e grandi nati da gesti semplici: una donazione, un acquisto, una parola condivisa tra amici.
Ogni granello di sabbia fa davvero la differenza.
In casa, invece, la settimana è trascorsa tranquilla. Ora che finalmente il sole si affaccia, passiamo più tempo fuori a giocare a volley o a calcio. In quei momenti divento una di loro: non c’è età, non c’è lingua, non c’è cultura. Torno bambina anch’io, e mi ricordo ancora una volta che la felicità è spesso nascosta nelle cose semplici: una palla, due risate, e amici che con il tempo diventano famiglia. ![]()
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Lettere dalla casetta – Settimana 3
A cura di Rebecca, volontaria Sinergia
Questa settimana è stata scoppiettante! ![]()
Dopo una 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 di puro divertimento al torneo di calcio con altre case famiglia, il piccolino della nostra casetta ha vinto la 𝐜𝐨𝐩𝐩𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, essendo il più giovane del torneo e affrontando senza paura ragazzi e adulti molto più grandi di lui.
Un momento di orgoglio per tutti e la dimostrazione che la forza non sta nell’età, ma nel cuore. ![]()

𝐋𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢’ sono tornata in strada.
Abbiamo incontrato un ragazzo, e poi la sua famiglia: dopo aver parlato insieme, ha deciso di tornare in casa famiglia per curarsi la gamba, a seguito di un’operazione per una grave bruciatura di secondo grado avvenuta in strada. Rivederlo scegliere di affidarsi e di voler stare meglio è stato un segno di speranza. ![]()
𝐌𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢’ abbiamo guardato un film che ci ha portati a riflettere sui 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢. Desideravo che comprendessero davvero quali siano i loro diritti, per evitare che in futuro possano essere di nuovo violati. I ragazzi hanno partecipato con grande attenzione, condividendo esperienze del passato in cui questi diritti erano stati negati: il diritto allo studio, al gioco, allo sfogo, alla protezione, all’affetto. Ascoltarli è stato toccante, ma anche incoraggiante perché oggi, almeno qui, sanno che quei diritti appartengono anche a loro.
In settimana ho ricevuto una notizia che mi ha riempito di gioia: uno dei ragazzi con cui studio ogni giorno, mattina e sera, 𝐡𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐦𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐨𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢 𝐯𝐨𝐭𝐢!
A febbraio potrà probabilmente tornare a scuola con i suoi coetanei, dopo mesi di impegno e studio in casa. Sono fiera di lui, e spero che il suo successo diventi una spinta per tutti gli altri perché 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭à è 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜’è 𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭à 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞.
𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢’ siamo tornati in strada per un’uscita intensa e piena di incontri: alcune persone nuove, altre già conosciute. A fine giornata, mentre cenavamo stanchi ma soddisfatti, si è avvicinato un bambino a chiedere l’elemosina. Gli abbiamo offerto del cibo e, parlando, abbiamo scoperto che suo papà ci aveva contattati pochi giorni prima per chiedere aiuto: il bambino scappava spesso e viveva in strada. Quel giorno non eravamo riusciti a incontrarli — ma il destino ci ha fatti incontrare comunque. 𝐅𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨.
𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢’ è stato il giorno della faena, la grande pulizia settimanale della casa. Tutti insieme a riordinare, lavare, sistemare, ridere, raccontarsi. È bello vedere come anche un’attività semplice diventi un 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚. Ogni settimana che passa, la Casetta mi insegna che 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 è 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢, 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐢𝐧𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚.

E che la forza vera nasce sempre dalla condivisione. ![]()
Lettere dalla casetta – Settimana 2
𝑨 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑹𝒆𝒃𝒆𝒄𝒄𝒂, 𝒗𝒐𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑺𝒊𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂
Questa settimana nella casetta è arrivata una nuova energia: sono entrati due ragazzi di 17 anni, che avevano bisogno di un appoggio, soprattutto dal punto di vista medico.
Il loro arrivo ha un po’ scombussolato la routine a cui mi ero ormai abituata, ma è stato bello assistere al processo di inserimento, che non è mai semplice e richiede tempo, fiducia e tanta sensibilità.
Verso la fine della settimana, uno dei due ha deciso di lasciare la casa per andare a cercare suo figlio.
Qui la permanenza è totalmente libera e volontaria: restare significa scegliere di collaborare, di impegnarsi e di voler migliorare.
Venerdì abbiamo festeggiato Halloween
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Anche se non tutti condividiamo il significato di questa festa, abbiamo deciso di viverla come un momento di leggerezza e di gioco.
Abbiamo realizzato maschere di carta, ognuno con la propria fantasia e dedizione, e poi siamo usciti in piazza a chiedere “dolcetto o scherzetto”.
I ragazzi erano felici, perché per una volta non si sentivano diversi dai loro coetanei.
Mi ha colpito la loro disinvoltura, la conoscenza della strada, ma soprattutto la loro attenzione verso di me: mi ricordavano costantemente i pericoli per assicurarsi che fossi al sicuro.
Così ho capito che, quella sera, il mio compito non era proteggerli, ma ricordare loro di essere bambini, di potersi divertire senza paura.

Sabato ho accompagnato la responsabile di Fundaciones per promuovere la campagna dei “turrones”, dolci tipici venduti per sostenere le attività della casa.
E oggi, domenica, siamo scesi in campo per un torneo di calcio con altre case di accoglienza
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Vederli giocare, partecipi e pieni di entusiasmo, è stato bellissimo.
Come in ogni parte del mondo, anche qui lo sport è divertimento, sfogo, unione e amicizia.
Ogni settimana che passa sento crescere il legame con questo luogo e con le persone che lo abitano.
La Casetta è davvero una piccola scuola di vita, dove ogni giorno si impara qualcosa di nuovo — sugli altri e su se stessi. ![]()







Lettere dalla casetta – Settimana 1
A cura di Rebecca, Volontaria di Sinergia
Giovedì scorso sono entrata per la prima volta nella nostra casetta in Perù.
Appena aperta la porta, un sorriso dietro l’altro. Abbracci sinceri.
I ragazzi e gli operatori ci hanno accolti come si accoglie qualcuno che si aspettava da tempo.
E già lì ho sentito che questo posto avrebbe iniziato a cambiarmi.
Nei primi giorni abbiamo condiviso momenti semplici e pieni di vita: la preparazione della causa, il piatto tipico peruviano fatto tutti insieme, il gioco, le risate, le passeggiate per strada.
Abbiamo visitato una delle famiglie che sosteniamo e l’amore che li univa, nonostante la precarietà e le difficoltà, ci ha toccati profondamente. La bambina più piccola si è addormentata tra le mie braccia. In quel gesto ho sentito la ricerca di sicurezza, non la mancanza di affetto… e mi è rimasta dentro.

Dopo la gita a Paracas con il gruppo, è iniziata la mia vera avventura: io sono rimasta qui. Giorno dopo giorno sto imparando la vita della casa: si gioca, si studia, si apparecchia, si ride, ci si mette in cerchio e si cresce insieme.

I ragazzi mi accompagnano quando devo fare commissioni perché conoscono la zona meglio di me — e così, passo dopo passo, conosco le loro storie.
Sono emozionata per le settimane che verranno. C’è voglia di imparare, di crescere, di prepararsi per la scuola.
Con alcuni inizieremo lezioni settimanali di inglese o italiano, con altri dedicheremo un’ora al giorno a leggere e scrivere.
Mi sento grata, grata per il modo in cui mi hanno accolta.
Grata a Marta (mia zia), a mia sorella e al gruppo di amici italiani che hanno condiviso questo inizio insieme a me.
Questo è solo il primo capitolo.
Il viaggio è appena cominciato. ![]()
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A presto con il racconto della prossima settimana.








