Buona Pasqua da Sinergia
Pasqua 2019
Carissimi amici,

Tantissimi auguri di Buona Pasqua dai nostri ragazzi del Perù, dagli operatori e dai volontari di Sinergia. La luce dello spirito pasquale, che è rinascita e speranza, si riflette nei volti e nelle storie dei nostri ragazzi, come Carlos (16). Ricorderete che nei mesi scorsi ha passato un momento difficile: è finito nel carcere minorile per essere stato coinvolto in un furto da altri ragazzi e ha rischiato 4 anni e 8 mesi di reclusione. Il nostro progetto lo ha seguito con tanta attenzione attraverso Martin, educatore di strada. Martin, dopo un lungo e faticoso iter, ha sensibilizzato il giudice sul fatto che Carlos soffre fin da piccolo di un ritardo mentale che gli ha impedito di spiegare bene come sono andati i fatti. La pena è stata così più leggera: pochi mesi. A giugno Carlos uscirà dal carcere minorile e probabilmente tornerà a vivere nella nostra casa-famiglia, secondo il consiglio del giudice. Anche quando i ragazzi vivono situazioni difficili al di fuori della nostra struttura, noi siamo al loro fianco: non li abbandoniamo.
Altre storie di speranza arrivano da Renè, Romel e Denis, 3 ragazzi maggiorenni che aiutiamo in modo diverso perchè si costruiscano un futuro migliore. Renè (26) è con noi dall’anno scorso per gravi motivi di salute: sta molto meglio, ora riesce a camminare, ha recuperato vista e udito e continua le terapie fisiche per guarire al meglio. Ha tanto desiderio di riprendere gli studi (vorrebbe diventare cuoco) ma nel frattempo aiuta in casa-famiglia gli educatori e vende dolci, che lui stesso prepara, nella piazza del paese. Romel (24) vive vicino alla nostra casa-famiglia, dove viene spesso a mangiare e a stare in compagnia, lavora come musicante in strada, ma da due anni ha ripreso gli studi, dopo essere stato da noi per una grave malattia da elicobattero, e ora ha terminato le scuole medie e inizierà una scuola di meccanica. Denis (18) vive da due mesi e mezzo nella casa-famiglia dove è arrivato per una tubercolosi. Sta meglio ma la cura è ancora lunga. Aveva già vissuto con noi per qualche mese quando aveva 14 anni. I legami che costruiamo con i ragazzi sono forti e anche a distanza di tempo possono diventare motivo per chiedere aiuto e intraprendere nuove strade di vita. Noi siamo al loro fianco sempre. In casa-famiglia continuano il loro bel percorso di crescita e rinnovamento anche Brandon e Julio impegnati seriamente nello studio. Cesar è tornato a vivere con noi su sua richiesta, dopo aver provato a stare in famiglia. Luis Enrique vive con noi da poche settimane.
Ognuno di loro vi abbraccia, vi ringrazia e vi augura di cuore una buona Pasqua di resurrezione.
Alessandra e volontari tutti di Sinergia Onlus

Giovedì scorso hai aiutato con amore i nostri amici Carlos, nel carcere per minori, e Pablo (lo chiameremo così), ormai in fin di vita in un parco pubblico (vedi foto in ospedale). Pablo, un ragazzo già adulto, era steso a terra, privo di conoscenza, scheletrico, in un parco vicino al tribunale. Martin lo ha visto per caso. Ha una tubercolosi grave. La foto è davvero toccante: la pelle incollata alle ossa e quel suo sguardo spaventato. Come è possibile che nel 2019 un uomo possa morire in un parco pubblico di tubercolosi? Caro Martin, grazie per esserti preso cura con amore di lui. Noi eravamo lì con te e ora siamo vicini a Pablo in ospedale. Speriamo possa guarire e, grazie al tuo/nostro aiuto, sentirsi amato, non più solo. Sinergia è al fianco di chi, come Pablo, è solo e abbandonato. Vogliamo dare speranza a chi, come Pablo, non ne ha più.
Natale 2018
Il primo ragazzo che mi ha accolto a luglio nella casa-famiglia è stato Carlos (vedi foto: con me e la famiglia). Mi ha squadrato intensamente da capo a piedi. Mi sentivo messa a nudo. Poi ho saputo che ha un leggero ritardo mentale e a volte si comporta in questo modo. Sono bastati pochi giorni e qualche momento di gioco condiviso per diventare buoni amici. La magia dei rapporti che ogni anno si creano tra volontari e ragazzi quando li visitiamo!
Carissimi amici,
Ciao a tutti, sono Rodrigo Carbajal Mendoza, ho 31 anni e sono ancora single. Lavoro nel progetto da 9 mesi come educatore sociale, nello stesso ruolo di Edilberto e Nilo, coi quali ci turniamo ogni 24 ore per stare costantemente coi ragazzi della casa-famiglia. Arrivo da una famiglia molto sensibile al sociale, dove ci sono insegnanti ed educatori, che hanno influenzato la mia formazione e di cui mi sento orgoglioso. Mi è sempre piaciuto lavorare con le persone, è la mia vocazione. Penso che sia lo scopo dell’essere umano quello di portare luce e significato a chi è nato in situazioni sfavorevoli, aiutandolo a sviluppare un atteggiamento positivo verso la vita. Accompagnare i ragazzi nella casa-famiglia Rayitos de Luz è per me significativo, di conforto per l’umanità che necessita di realtà come questa per generare unità e progresso. Anche se sono solo pochi mesi che accompagno i ragazzi nella quotidianità del progetto, mi hanno già insegnato molto: vivere con loro significa dover continuamente risolvere i problemi relazionali tra ragazzi e tra ragazzi ed adulti, e sto imparando a farlo nella concretezza delle situazioni che ogni giorno si presentano, tenendo conto non solo del comportamento, ma anche delle ferite che hanno nel loro cuore, dovute al loro passato; tutto ciò mi sta rendendo più empatico nei confronti degli altri, più sensibile.
Mi chiamo Silvia Ruiton Tutumi e fino a novembre 2017 sono stata la psicologa del progetto. Recentemente ho dovuto rinunciare all’incarico per questioni personali legate a mio figlio. Ci tengo comunque a presentarmi e a ringraziarvi per aver sostenuto il lavoro da me svolto per tutto il 2017. Per 6 anni mi sono dedicata al benessere dei ragazzi accolti nella casa-famiglia di Sinergia Por La Infancia, disegnando percorsi di crescita individualizzati per ciascuno di essi e per le loro famiglie, mettendo a punto la metodologia del progetto con la stesura della guida metodologica, affiancando gli educatori e l’assistente sociale nel seguire i ragazzi nella quotidianità, nelle riunioni di revisione settimanale della convivenza, nel coordinamento e nella realizzazione delle visite mediche e delle terapie per i ragazzi. Mi sono anche dedicata ad organizzare incontri di gruppo su tematiche importanti (prevenzione all’alcolismo, prevenzione all’uso di droghe, abilità sociali, educazione dei figli) sia per i ragazzi che per i loro familiari: momenti ricchi di emozioni e di scambio di esperienze che hanno fatto crescere non solo loro, ma anche me. Dedicarmi ai ragazzi mi ha fatto acquisire più pazienza, più flessibilità: ora ho uno sguardo diverso sui ragazzi di strada, perchè li ho ascoltati e seguiti per tanti anni, conoscendone profondamente le storie.
Mi chiamo Yazmin Ivon Borjas Ramos. Sono l’assistente sociale del progetto di Sinergia Por La Infancia, a Lima, in Perù. Ho 28 anni e sono nubile. Lavoro nel progetto da quasi un anno e mezzo. Mi occupo della salute dei ragazzi, accompagnandoli dal medico, per controlli e terapie e del contatto con le famiglie, che visito regolarmente per creare spazi di riflessione e genitorialità responsabile. Con ognuno dei ragazzi porto avanti un percorso di costruzione del proprio progetto di vita e coordino con le scuole, con gli enti pubblici e privati, le attività sportive e il tempo libero. Mi incarico infine anche degli acquisti dei viveri, sia per la casa di accoglienza che per i bambini che aiutiamo nel programma di sostegno scolastico (che prevede la distribuzione di latte, zucchero e avena per la colazione). Mi piace stare coi ragazzi perché sento di accompagnarli, giorno per giorno, alla scoperta dei loro progetti guidandoli verso mete positive. I ragazzi mi hanno insegnato a vedere in modo diverso chi, come loro, sta in strada, spesso sporco, maltrattato e sottoposto a mille pericoli. Prima pensavo che i ragazzi di strada non potessero cambiare e smettere di drogarsi, ma da quando sono in questo progetto, in cui ragazzi arrivano per loro volontà personale e poi poco a poco recuperano, grazie alla pazienza e all’affetto di noi operatori e alla loro tenacia, la capacità di vivere armoniosamente insieme agli altri, penso che la perseveranza e il credere che sia possibile cambiare vita possano portare davvero i ragazzi a un cambio radicale. I ragazzi mi hanno insegnato il potere della perseveranza e della fiducia.
Carissimi amici,
Mi chiamo Edilberto Albitrez Suparo. Sono uno dei tre educatori che accompagnano quotidianamente (giorno e notte) i ragazzi che vivono nella casa-famiglia Rayitos de Luz. Ho 56 anni e sono sposato da 27. Ho due bravi figlioli di 23 e 24 anni, entrambi studenti e lavoratori. Sono nel progetto da oltre 10 anni! Nella casa seguo i ragazzi in ogni momento della vita quotidiana, da quando si alzano a quando vanno a dormire: nelle attività di pulizia della casa, nei pasti, nel gioco, nello studio. Soprattutto però li accompagno come un padre in ogni momento della giornata, cercando di rendere ogni situazione che vivono uno stimolo per rafforzare la loro motivazione al cambio di vita: sostengo le loro passioni, condivido i momenti difficili, armonizzo i litigi. Quando arriva un nuovo ragazzo, lo aiuto ad inserirsi nel gruppo e nella casa, mi occupo di fornirgli vestiti e materiali per l’igiene personale, seguendolo all’inizio anche nel recuperare le abitudini più semplici come quella di lavarsi.