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I PROGRESSI DEI NOSTRI RAGAZZI

Senza categoria | domenica 12 agosto 2018 09:19

Lima, 08 agosto 2018

Spesso mi è stato chiesto se otteniamo risultati reali coi ragazzi che aiutiamo. Certamente. Ecco due storie che lo dimostrano.

Julio (13) è arrivato nella nostra casa-famiglia 1 anno fa. Faceva parte di quel gruppo di ragazzi che dormono sotto le barche del porto. Era arrivato da Huancayo (8 ore da Lima) con degli amici per lavorare nella capitale. Timido, ritroso e assolutamente contrario a che contattassimo la famiglia di origine. Ci ha messo mesi a spiegarci perchè. Era arrabbiato con il padre, violento con lui quando beveva. La madre in ospedale da 2 anni per un tumore aggressivo non aveva più potuto seguire i figli, abbandonati alle cure di un padre poco affettuoso e con problemi di alcolismo. Dopo 1 anno ritrovo Julio completamente rinato. Sorride con un sorriso aperto e solare. Va a scuola. E’ uno dei primi della classe. Suona nella banda. Vede nella nostra struttura di accoglienza la sua famiglia. Soprattutto ha ripreso i contatti con la famiglia di origine, anche con il padre. Sabato 28 luglio padre, madre e fratellini sono arrivati da Huancayo (vedi foto) proprio per rivederlo. Incontro davvero emozionante. La nostra psicologa ha fatto da mediatrice, preparando Julio e famiglia al reciproco incontro. I nodi più grossi si sono sciolti ed ora Julio e famiglia hanno voglia di recuperare il tempo perduto. Così Julio passerà con loro una settimana di vacanze scolastiche. Tornerà poi da noi per riprendere il percorso di studio. In futuro potrebbe andare a vivere con la sorella Rebecca che vive qui a Lima e presso la quale passa già alcuni fine settimana ben accolto anche dal cognato.

René (27) è arrivato nella nostra casa-famiglia a marzo in condizioni di salute molto gravi, sulla carrozzella. In questi mesi è stato seguito con grande attenzione dalla nostra assistente sociale e dall’educatore di strada per le numerose cure mediche. Abbiamo anche chiesto dei consulti a distanza con medici italiani per capire perchè non riuscisse a camminare. Ora sta molto meglio. Cammina con l’aiuto di un girello, ma comincia anche a fare qualche passo da solo. Fa fisioterapia 3 volte a settimana. E’ in attesa di una possibile operazione al timpano perforato, mentre il problema della vista è stato risolto con occhiali dalle lenti molto spesse. Questo però il risultato più grande: ha recuperato la voglia di vivere e di progettare il suo futuro. Non vede l’ora di riprendere a camminare da solo per poter fare qualche lavoretto. E’ probabile che in futuro segua il percorso di graduale autonomia di Romel, l’altro ragazzo maggiorenne che aiutiamo dal 2016: affittare una stanza vicino a noi, per continuare ad avere un supporto psicologico ed emotivo, trovarsi un lavoro, magari anche riprendere gli studi. Mi parla con entusiasmo di un istituto professionale alberghiero visitato in questi giorni: la cucina in fatti è la sua passione. Tutti i giovedì prepara un dolce per la merenda dei ragazzi. Sembra essersi lasciato definitivamente alle spalle l’esperienza di tanti anni in strada. Orfano, non sa nulla della sua famiglia di origine. Ha passato la vita tra gli orfanotrofi e la strada. Io e lui ci facciamo lunghe chiacchierate a tavola. L’altra sera a cena mi ha detto: “Se avessi trovato prima una casa come questa, avrei sicuramente lasciato la strada tanti anni fa”. Parole preziose per chi come noi crede fermamente che i ragazzi possano cambiare, se si offrono loro le giuste opportunità e un ambiente amorevole in cui sentirsi a casa.

Tra Julio e René è nato un rapporto speciale. René lo ha adottato come fratello minore e lo aiuta con grande impegno nei compiti scolastici. Quando Julio è andato via con la famiglia ha detto: “Avrò grande nostalgia del mio fratellino”.

Che legami straordinari nascono continuamente nel nostro progetto!

Un abbraccio,

Alessandra