• Aggiornamenti costanti sulle attività e gli eventi dell'associazione

DALLA STRADA ALLA CASA-FAMIGLIA

Notizie da Lima | venerdì 13 Settembre 2019 08:03

È stato molto interessante osservare la metodologia che segue Martin, il nostro educatore di strada, per favorire la decisione dei ragazzi di lasciare la strada e venire a vivere nella casa-famiglia. Martin gira per i posti più frequentati della città dai ragazzi di strada: li trova, si presenta e li conosce. In queste occasioni chiede loro come stanno e organizza delle brevi attività come la realizzazione di braccialetti oppure delle partite di calcio. Si preoccupa molto della loro salute e porta con sé il necessario per disinfettarli se hanno delle ferite. Accade spesso che i ragazzi che vivono in strada contraggano malattie della pelle per la sporcizia in cui vivono. È dolce vedere come Martin si prende cura di loro. È attento a tutto. Ad esempio un giorno ha chiesto ad una ragazzina in modo scherzoso come mai fosse ingrassata. Subito ho pensato che non fosse una domanda carina da fare, poi ho capito che era preoccupato che lei fosse incinta. È da piccole domande come questa, fatte con delicatezza, che si vede proprio come mette a loro agio i ragazzi. È un’indagine velata. Si ricorda tutti i loro nomi. Quando in questi incontri informali incontra qualche ragazzo che desidera entrare in casa-famiglia, gli lascia il suo contatto e gli dice di scrivergli o chiamarlo nei giorni successivi per fissare una “riunione”. Questo termine i ragazzi lo hanno interiorizzato molto bene e sanno che prima di entrare in casetta devono farne 3. Nella prima riunione Martin fa alcune domande per conoscere meglio il ragazzo e la sua storia. Gli chiede se è in contatto con la famiglia, fino a che anno ha frequentato la scuola, se assume droghe, da quanto tempo vive in strada, se ha una fidanzata, perché vuole venire in casetta, se è già stato in altri istituti, tuttte domande che fanno parlare il ragazzo di sé. Le riunioni non vengono fissate subito perché Martin cerca di dare ai ragazzi la responsabilità di richiamarlo nei giorni successivi, per vedere anche se sono davvero motivati e interessati a cambiare modo di vivere. Quando un ragazzo fissa un appuntamento e lo rispetta è già una grande conquista. Spesso infatti si dimenticano e non vengono perchè sono sotto l’effetto della colla, oppure non hanno messo da parte i soldi per il bus da prendere per arrivare al luogo dell’appuntamento. Se non si presentano, ciò non significa che perdono la loro possibilità di entrare in casetta, ma che la posticipano perché slitta la riunione fino a che il ragazzo ce la mette tutta per essere presente. La seconda riunione è più strutturata. Martin mostra delle immagini di scarpe diverse e chiede al ragazzo quella che gli piace di più: cosa gli piace o non gli piace di quella che ha scelto e cosa di quelle che non ha scelto. Passa poi ad una valutazione degli aspetti positivi e negativi del rimanere in strada e dell’entrare in casa-famiglia. Per farlo utilizza un foglio con una bilancia sulla quale scrivere queste riflessioni. Alla fine lo fa riflettere sul fatto che a volte bisogna fare delle scelte. Ritira fuori il foglio delle scarpe e sottolinea ad esempio che non c’è il numero esatto della sua scarpa preferita. In questo modo gli fa capire la differenza tra quello che lui vorrebbe e quello che invece conviene. Il ragazzo vorrebbe la scarpa più bella, ma non gli conviene perché è un numero troppo piccolo o grande per lui. Allo stesso modo lo fa riflettere sul fatto che anche nella vita reale succede così, a volte le cose che ci piacciono di più non ci convengono, come continuare a stare in strada. Al terzo incontro il ragazzo viene invitato a visitare la casetta. Anche qui il ragazzo viene responsabilizzato a contattare Martin per raggiungerla. In questa occasione conosce la struttura, i compagni, le figure adulte presenti e gli vengono spiegate regole e funzionamento della casa. Se il ragazzo, dopo queste tre riunioni, è ancora motivato ad entrare in casetta viene accolto a braccia aperte, come un figlio atteso da un lungo viaggio. 

Partecipare a queste riunioni è stato per me una rivelazione perché ho capito quanto sia difficile per Martin far aspettare quei ragazzi. I loro visi e la loro voce inteneriscono perché la loro è una richiesta d’aiuto costante: “Quando posso venire in casetta? Tra quanto vengo in casetta? Mi porti in casetta?”. Purtroppo però è un’attesa necessaria perché permette la buona riuscita dell’inserimento nel progetto. Far entrare subito ogni ragazzino che si incontra per strada sarebbe ingiusto sia per lui, perché non capirebbe la vera importanza di quello che gli viene offerto, sia per gli altri ragazzi già presenti in casa, perché continuerebbero a vedere ragazzi che entrano ed escono. Devo dire che ritengo questo approccio molto valido e ho avuto la fortuna di osservare la competenza che Martin mette in questo delicato percorso.

Grazie, Martin, per essere una figura così importante per questi ragazzi e grazie anche a tutti gli educatori, alla psicologa e all’assistente sociale che lavorano in casetta e che, dopo l’ingresso dei ragazzi nella nostra struttura, li seguono e sono per loro punti di riferimento come dei genitori.

Grazie anche a tutti voi che, dando il vostro contributo, permettete a questo progetto di esistere e a questi ragazzi di scegliere per la propria vita e di non essere schiacciati dalla vita di strada.

Sabina

CAMBIARE LE POLITICHE PER I MINORI di STRADA

Notizie da Lima | venerdì 16 Agosto 2019 01:19

Lima, 17 agosto 2019

Sinergia Por La Infancia da sempre si impegna a sensibilizzare lo Stato e gli enti pubblici che si occupano di minori perchè applichino le leggi già in vigore e aiutino veramente i bambini e ragazzi in difficoltà, come quelli di strada.

Nel 2017 e 2018 abbiamo presentato oltre 100 lettere di denuncia di violazione dei diritti dei minori nei Preventivos de Menores, centri di prima accoglienza per i minori non accompagnati. Qui i bambini avrebbero dovuto restare al massimo 72 ore, ma vi rimanevano anche dei mesi, chiusi dietro le sbarre, mal alimentati, a volte maltrattati, senza attività e cure mediche adeguate.

Finalmente l’anno scorso la pressione da noi esercitata ha portato frutti. A marzo 2018 è stato approvato un nuovo regolamento che ha abolito i Preventivos de Menores e istituito nuovi Centri di Accoglienza Temporanea d’Emergenza, migliori rispetto ai primi, soprattuto perchè gestiti dai servizi sociali, con educatori, e non dalla polizia.

Il problema però continua ad essere che non ci sono sufficienti strutture per accogliere tutti i minori in situazione di disagio e non ne esiste nessuna specifica per bambini e ragazzi di strada. Qualche mese fa, Sinergia Por La Infancia ha denunciato, assieme al Ministero Pubblico di Chorrillos, la UPE (Unidad de Protecciòn Especial), area incaricata della derivazione di minori a centri di accoglienza o del reinserimento in famiglia, per aver inviato vari minorenni in un centro per adulti, dove hanno subito abusi e maltrattamenti, in quanto non avevano a disposizione altri centri per minori in cui mandarli. La notizia ha fatto scalpore anche su giornali e televisione. La pressione dei mass-media ha spinto la Vice-ministra da cui dipende la UPE a istituire il primo Centro di Accoglienza specifico per ragazzi di strada che abbiamo visitato pochi giorni fa con Martin. La Vice-ministra è ora in contatto diretto con noi per dare una soluzione più rapida a casi di ragazzi che rischiano di essere inviati in centri non adatti: la contattiamo, la informiamo direttamente sul ragazzo e sulla sua situazione e lei direttamente si dà da fare affinchè la Unidad de Protecciòn Especial trovi un posto in un centro per minori.

Sinergia Por La Infancia sta provando a presentare in questi giorni alla Commissione Parlamentare per l’Infanzia un documento di denuncia che è stato scritto e firmato da vari Ministeri Pubblici della zona sud di Lima, che sono i giudici direttamente preposti a stabilire il destino dei minori non accompagnati. In questo documento si denuncia la mancata applicazione della legge che prevede per i minori in situazioni di disagio una serie di interventi che non vengono applicati per mancanza di personale e di strutture adeguate. Se Martin riuscisse a presentare il documento alla Commissione ci sarebbero maggiori possibilità che vengano destinati più fondi all’infanzia emarginata come i nostri ragazzi. Non è facile, ma Martin non si scoraggia e la collaborazione con il giudice di Chorrillos è molto efficace.

Crediamo sia importante continuare sia ad aiutare direttamenti i ragazzi di strada sia a sensibilizzare lo Stato a migliorare davvero le politiche per questa infanzia emarginata, quasi completamente sconosciuta e dimenticata.

Grazie per permetterci di farlo.

Alessandra                                                                                                                

EMOZIONI DALLA CASA-FAMIGLIA

Notizie da Lima | domenica 11 Agosto 2019 07:22

Volete aiutare i nostri ragazzi peruviani?

Ricordate che potete farlo donando sui nostri c/c bancario e postale:

  • Unicredit Banca Ag. Verona Fiera – IT18D0200811796000040086631
  • Con bollettino postale – IT38J0760111700001022098253

Anche una piccola donazione è preziosa per garantire diritti e benessere ai ragazzi che aiutiamo nel progetto e di cui vi racconta la nostra volontaria Sabina qui sotto.

EMOZIONI DALLA CASA-FAMIGLIA

Il tragitto per arrivare a Pachacamac dove si trova la casetta é stato un po’ travagliato, le strade sono veramente difficili da percorrere, sia per il traffico che per le condizioni in cui sono. Il paesaggio é cambiato molto allontanandosi dalla cittá, palazzoni e asfalto hanno lasciato spazio a colline di terra senza erba e alberi ricoperte in certe zone da case di mattoni, lamiere, tende, colorate e accatastate.

Appena varcato il cancello con il pulmino i ragazzi ci sono venuti incontro correndo e chiamando Martin. Ci stavano aspettando giocando a calcio nel giardino. Finite le presentazioni i tre piú piccoli (JEREMIAS, CESAR, JUAN PEDRO) mi hanno accompagnata a vedere la camera che avevano preparato per me. Sono stati molto dolci. Si sono poi offerti di mostrarmi tutti gli spazi della casetta. Sono riusciti subito a farmi sentire accolta: parlavano piano per farsi capire, mi donavano sorrisi sinceri e sguardi attenti per farmi sentire come a casa. Sembrano piú piccoli dell’etá che hanno. Jeremias ad esempio, che ha 14 anni, sembra ne abbia 10. Mangiano moltissimo, probabilmente per recuperare. Sono pieni di energia e curiosità, fanno un sacco di domande sull’Italia. Sono molto affettuosi e cercano il contatto fisico continuamente. Tanti infatti non hanno ricevuto molte coccole essendo andati a vivere in strada da soli fin da piccoli. Per anni nessuno si é preso cura di loro e da soli hanno dovuto affrontare situazioni difficili e pericolose.

Passo molto tempo a giocare e conversare (a mio modo) con loro. A loro piace soprattutto giocare a calcio e fare braccialetti di lana o nylon. Sono molto abili e creano dei veri capolavori anche a maglia e con l’argilla, grazie alla professoressa di ceramica. Sono sorprendenti a giocare con le trottole. Amano la musica: sanno suonare il flauto di pan e il cajón grazie alle lezioni del professore di musica. A turno giocano anche con la playstation e hanno una palestra casereccia per allenarsi. Tre volte alla settimana hanno il recupero scolastico con una professoressa che viene alla casetta. Le loro giornate passano svolgendo queste attivitá oltre ad adempiere alle loro responsabilitá che consistono nel pulire la casa, prendersi cura del nostro cane e gatto, curare l’orto e lavare i vestiti. Qui il tempo é dilatato. Ci sono molti tempi morti che io personalmente adoro perché mi permettono di instaurare una migliore relazione con loro. La vita in casetta gli permette di sperimentare come si vive in una famiglia. Alcuni ragazzi frequentano la scuola, altri invece sono appena arrivati e sono ancora nella fase iniziale del percorso, quello dell’accoglienza. Il loro percorso infatti si divide in fasi che richiedono sempre più responsabilità fino ad  arrivare all’autonomia completa.

Gli educatori della casa sono molto bravi nel dare piccoli obiettivi ai ragazzi perché sanno quanto costa loro rispettare certe regole o adeguarsi alla convivenza. Dico che è come una famiglia perché, come dei genitori, gli adulti della casa cercano di educare i ragazzi e li stimolano a diventare autonomi anche nel controllo delle frustrazioni, nella risoluzione dei conflitti, nell’autocritica costruttiva.

“Miglioramento” è una parola che viene spesso usata e fa parte di un tipo di visione dell’educazione in positivo. Essendo anch’io educatrice riconosco che il team di adulti che lavorano nella casa famiglia si stanno impegnando molto ad educare questi ragazzi valorizzando più i loro punti di forza che i difetti. Non è semplice, perché comunque parliamo di ragazzi che hanno vissuto in strada, che vedevano la figura adulta come un nemico, che consideravano le regole come imposizioni. Nella nostra casa-famiglia si sta veramente cercando di farli tornare ragazzi, di farli sentire al sicuro in modo che non debbano essere sempre sulla difensiva e che si sentano amati.

Più di un ragazzo ha commentato che, a differenza di altre case-famiglia, in questa si sentono liberi perché la porta del cancello è aperta. Ciò significa che non sono prigionieri, che non sono costretti a stare qui, che nessuno li obbliga a non tornare in strada. È una loro scelta. Per arrivare a questa scelta c’è un percorso specifico. Non si portano in casa tutti i ragazzi che si incontrano per strada, ma si fa un percorso in cui il ragazzo diventa sempre più consapevole e determinato a cambiare la propria vita. Perché si tratta di questo: dare la possibilità ad un ragazzo, a cui nessuno ha dato l’occasione, di fare quel salto di qualità che tanti sperano di fare. Crescere in una famiglia povera, con problemi di alcool, droga, maltrattamenti o che sfrutta i figli fin da piccoli per mendicare,  non crea certo la giusta base per far crescere un bambino felice, sano ed equilibrato. Non c’è quindi da meravigliarsi nel vedere che quel bambino al più presto cerca di scappare e comincia a rubare, fare lavoretti per avere la pancia piena e sniffare la colla da scarpe, la droga più economica che può trovare. Come dice il nostro volantino “La vita è una strada, ma la strada non è vita”.

Non è vita dormire per terra, nell’erba di una rotonda in mezzo ad una tangenziale, raggomitolato in una coperta sporca, umida e puzzolente per non sentire il freddo. Non è vita vivere in una gang di ragazzini che al primo litigio ti accoltellano o ti lanciano sassi perché sono arrabbiati col mondo o con loro stessi e sono talmente fatti che non sanno neanche quello che fanno. Non è vita essere sbattuti da un carcere minorile all’altro senza avere la possibilità di essere educati e reinseriti nella società. Non è la vita che vorremmo per i nostri figli e non è la vita che vorrebbero loro.

Ora sono qui per conoscere meglio il progetto e mi rendo conto della sua complessità e globalità. Nell’area dell’accoglienza residenziale ho potuto constatare la professionalità e l’affetto con cui vengono curati i ragazzi, in ogni loro dimensione (psicologica, sanitaria, cognitiva, affettiva, familiare). Nell’area della strada non si va solo a trovare i ragazzi che ci sono nelle varie zone della città, ma si cerca di aiutarli concretamente: per esempio a rifarsi la carta d’identitá, a curarsi negli ospedali, a riallacciare i legami con la famiglia, aiutando anche la famiglia stessa, soprattutto se ci sono fratelli o sorelle coinvolti. La prevenzione è molto importante: nel progetto esiste un’area apposita che ha come obiettivo evitare la dispersione scolastica, la malnutrizione e la vita in strada di una ventina  di bambini e ragazzi. Sono molto orgogliosa di far parte di questa associazione perché credo veramente che le persone che ne fanno parte ci mettano anima e cuore oltre a professionalità e competenza. Grazie a chi ci sostiene e rende possibile tutto questo.

Un abbraccio,

Sabina                                                                                                                                    Lima, 10 agosto 2019

RITORNO A CASA

Notizie da Lima | sabato 3 Agosto 2019 17:03

Lima, 28 luglio 2019R

Carissimi amici,

Ricordate Angel che è arrivato a Lima da Huancayo insieme ad un amico e che ci ha chiesto di aiutarlo a tornare a casa? Così abbiamo fatto due giorni dopo. La sua storia è intensa e commovente. Ce l’ha raccontata sul pulmino e durante il pranzo prima di salire sull’autobus che lo ha riportato a casa. Un regalo che abbiamo accolto con gratitudine e che rafforza l’impegno in noi di continuare ad aiutare queste meravigliose creature.

15 anni. Abbandonato dal padre quando era piccolo. Vive con i fratelli e la madre che ha una forte dipendenza dall’alcool, motivo per cui le è stata tolta la custodia di Angel. Lui era già venuto a Lima da piccolo, insieme a dei compaesani, durante le vancanze scolastiche per lavorare in calzaturifici informali. La seconda volta che la madre lo ha mandato a Lima è stato maltrattato ed è scappato. Si è così perso per le strade di Lima. Raccolto dalla polizia è stato affidato ad un istituto privato per minori qui a Lima. Poi lo hanno trasferito in un altro centro nella sua città, Huancayo. Lui avrebbe voluto tornare con la madre, ma nessuno lo ha ascoltato. Il problema è l’alcolismo della madre. Ma lui le vuole molto bene e l’ha sempre aiutata. Sull’autobus ci racconta: ”Anche quando tornava ubriaca, non si dimenticava mai di mettere da parte dei soldi per la nostra cena”. Così ha pianificato per mesi la fuga dal centro di Huancayo, decidendo di aspettare dicembre dell’anno scorso per attuarla, per finire l’anno scolastico. A dicembre è scappato e tornato a casa dalla madre. Poi a marzo di quest’anno ha seguito un amico a Lima. L’idea era di venire poche settimane per lavorare, mettere da parte dei soldi e tornare a Huancayo. Invece l’amico non si è mai deciso al ritorno. Lui ha tentato da solo, ma non conosce la città di Lima, che è enorme, così non è riuscito ad arrivare al terminal degli autobus dove noi lo abbiamo imbarcato. Inoltre c’era la difficoltà di mettere insieme i soldi, che se ne andavano in cibo e colla da sniffare. Come quasi sempre succede, stando nel gruppo ha iniziato a sniffare colla. Angel parla molto di lui. É un ragazzo sveglio, intelligente, consapevole delle difficoltà familiari e con progetti chiari per il suo futuro. L’obiettivo più importante per lui è continuare a studiare. Vuole diventare psicologo per aiutare i giovani in difficoltà. Il problema è che tutti i suoi documenti sono nei due istituti per minori in cui è stato. Martin gli ha promesso che lo aiuteremo a recuperarli e ad iscriversi di nuovo a scuola. Il problema di farlo viaggiare sono i documenti: un minorenne non potrebbe viaggiare da solo, in più senza carta d’identità. Martin riesce a trovare un autista sensibile che lo spaccerà per suo nipote se ce ne fosse bisogno. Il pranzo è stato bellissimo: Angel ci ha chiesto tante cose dell’Italia e io e Sabina abbiamo anche cantato delle canzoni di Vasco per rallegrare l’atmosfera. Momenti preziosi e bellissimi, in cui persone sconosciute e diverse si ritrovano come anime gemelle, annullando ogni distanza. Io e Sabina quando lo abbiamo salutato ci siamo sentite come madri che lasciavano un figlio.

Prima di dormire abbiamo pregato per lui, perchè arrivasse sano e salvo di nuovo a casa. Il mattino dopo Martin ha ricevuto la chiamata da Angel e da sua madre. É arrivato alle una di notte e ha dovuto dormire per strada per mancanza di mezzi di trasporto che lo portassero a casa, ma la mattina dopo è riuscito a concludere il suo viaggio.

Ora Martin è in contatto con la madre e i fratelli e il nostro aiuto continuerà a distanza, per lo studio e per la gestione dei legami familiari. Forse con questo intervento di prevenzione abbiamo evitato che ci sia un ragazzo in più perso nelle strade di Lima. Questo basta a rendere prezioso il nostro progetto.

Grazie a tutti per continuare a sostenerlo con la vostra amicizia e le vostre donazioni.

Alessandra, Sabina, Martin e Angel

Buona Pasqua da Sinergia

Notizie da Lima | venerdì 19 Aprile 2019 17:31

Pasqua 2019

Carissimi amici,

Tantissimi auguri di Buona Pasqua dai nostri ragazzi del Perù, dagli operatori e dai volontari di Sinergia. La luce dello spirito pasquale, che è rinascita e speranza, si riflette nei volti e nelle storie dei nostri ragazzi, come  Carlos (16). Ricorderete che nei mesi scorsi ha passato un momento difficile: è finito nel carcere minorile per essere stato coinvolto in un furto da altri ragazzi e ha rischiato 4 anni e 8 mesi di reclusione. Il nostro progetto lo ha seguito con tanta attenzione attraverso Martin, educatore di strada. Martin, dopo un lungo e faticoso iter, ha sensibilizzato il giudice sul fatto che Carlos soffre fin da piccolo di un ritardo mentale che gli ha impedito di spiegare bene come sono andati i fatti. La pena è stata così più leggera: pochi mesi. A giugno Carlos uscirà dal carcere minorile e probabilmente tornerà a vivere nella nostra casa-famiglia, secondo il consiglio del giudice. Anche quando i ragazzi vivono situazioni difficili al di fuori della nostra struttura, noi siamo al loro fianco: non li abbandoniamo.

Altre storie di speranza arrivano da Renè, Romel e Denis, 3 ragazzi maggiorenni che aiutiamo in modo diverso perchè si costruiscano un futuro migliore. Renè (26) è con noi dall’anno scorso per gravi motivi di salute: sta molto meglio, ora riesce a camminare, ha recuperato vista e udito e continua le terapie fisiche per guarire al meglio. Ha tanto desiderio di riprendere gli studi (vorrebbe diventare cuoco) ma nel frattempo aiuta in casa-famiglia gli educatori e vende dolci, che lui stesso prepara, nella piazza del paese. Romel (24) vive vicino alla nostra casa-famiglia, dove viene spesso a mangiare e a stare in compagnia, lavora come musicante in strada, ma da due anni ha ripreso gli studi, dopo essere stato da noi per una grave malattia da elicobattero, e ora ha terminato le scuole medie e inizierà una scuola di meccanica. Denis (18) vive da due mesi e mezzo nella casa-famiglia dove è arrivato per una tubercolosi. Sta meglio ma la cura è ancora lunga. Aveva già vissuto con noi per qualche mese quando aveva 14 anni. I legami che costruiamo con i ragazzi sono forti e anche a distanza di tempo possono diventare motivo per chiedere aiuto e intraprendere nuove strade di vita. Noi siamo al loro fianco sempre. In casa-famiglia continuano il loro bel percorso di crescita e rinnovamento anche Brandon e Julio impegnati seriamente nello studio. Cesar è tornato a vivere con noi su sua richiesta, dopo aver provato a stare in famiglia. Luis Enrique vive con noi da poche settimane.

Ognuno di loro vi abbraccia, vi ringrazia e vi augura di cuore una buona Pasqua di resurrezione.

Alessandra e volontari tutti di Sinergia Onlus

BUONA FESTA DELL’AMICIZIA A TUTTI

Notizie da Lima | giovedì 14 Febbraio 2019 06:57

I peruviani il 14 febbraio festeggiano sia gli innamorati che gli amici. Tanti auguri allora a tutti voi, che vi sentiamo amici nostri e dei ragazzi in Perù. Grazie anche a Martin, il fondatore del progetto in Perù, senza il quale il nostro progetto per ragazzi di strada non sarebbe nato né continuerebbe con tanta cura. Siamo al tuo fianco ogni istante in cui dai te stesso per aiutare uno dei nostri ragazzi. Le tue mani sono le nostre mani. Sempre.

Giovedì scorso hai aiutato con amore i nostri amici Carlos, nel carcere per minori, e Pablo (lo chiameremo così), ormai in fin di vita in un parco pubblico (vedi foto in ospedale). Pablo, un ragazzo già adulto, era steso a terra, privo di conoscenza, scheletrico, in un parco vicino al tribunale. Martin lo ha visto per caso. Ha una tubercolosi grave. La foto è davvero toccante: la pelle incollata alle ossa e quel suo sguardo spaventato. Come è possibile che nel 2019 un uomo possa morire in un parco pubblico di tubercolosi? Caro Martin, grazie per esserti preso cura con amore di lui. Noi eravamo lì con te e ora siamo vicini a Pablo in ospedale. Speriamo possa guarire e, grazie al tuo/nostro aiuto, sentirsi amato, non più solo. Sinergia è al fianco di chi, come Pablo, è solo e abbandonato. Vogliamo dare speranza a chi, come Pablo, non ne ha più. Continua >

Auguri di Buone Feste dal Perú

Notizie da Lima | giovedì 20 Dicembre 2018 07:09

Natale 2018

Carissimi amici,

dai nostri ragazzi ed operatori peruviani un grande GRAZIE per averli sostenuti anche quest’anno con il vostro aiuto e affetto!

Grazie a voi abbiamo potuto continuare ad offrire loro tutto ciò di cui hanno bisogno per crescere serenamente e sviluppare le loro tante capacità, in un ambiente sereno e amorevole.

Julio continua a studiare con grande impegno, frequenta una scuola-calcio esterna e sente regolarmente la famiglia che vive in un’altra città del Perù e che andrà a trovare durante le vacanze estive di gennaio e febbraio.

Fran sta per finire la seconda media, è in piena adolescenza e gli operatori lo aiutano a mantenere la concentrazione nello studio e a ricordarsi gli obiettivi che si è posto per il suo futuro. Continua >

LA STORIA DI CARLOS

Notizie da Lima | mercoledì 10 Ottobre 2018 06:13

Verona, 09 ottobre 2018

Il primo ragazzo che mi ha accolto a luglio nella casa-famiglia è stato Carlos (vedi foto: con me e la famiglia). Mi ha squadrato intensamente da capo a piedi. Mi sentivo messa a nudo. Poi ho saputo che ha un leggero ritardo mentale e a volte si comporta in questo modo. Sono bastati pochi giorni e qualche momento di gioco condiviso per diventare buoni amici. La magia dei rapporti che ogni anno si creano tra volontari e ragazzi quando li visitiamo!

Carlos (16) è arrivato nella nostra casa-famiglia a giugno, su segnalazione del Ministero. Ha una storia molto difficile, come quasi tutti i ragazzi che aiutiamo. Innanzitutto è frutto di una violenza subita dalla madre, in giovane età, dal suo compagno. Il padre avrebbe voluto che lei abortisse. La difficile situazione familiare è stata probabilmente la causa della sua irrequietezza e difficoltà di apprendimento a scuola, segnalata già a 8 anni dalle maestre che lo hanno mandato da uno psichiatra. La diagnosi è stata quella di un leggero ritardo mentale con tratti di iperattività. Da allora è stato costantemente sotto psicofarmaci, senza però grandi miglioramenti. Continua >

UNA GRANDE FAMIGLIA

Notizie da Lima | domenica 19 Agosto 2018 09:17

Lima, 16 agosto 2018

Carissimi amici,

a poche ore dal volo che mi riporterà in Italia, penso a tutto ciò che ho vissuto in questo mese nel progetto: mi porto dentro soprattutto i volti e i momenti condivisi con ragazzi, operatori e amici. La sensazione sempre più forte, ogni anno che torno, che siamo davvero una grande famiglia! Mi vengono in mente tanti momenti.

Angel ed Enrique, due fratelli che hanno vissuto in casetta negli anni scorsi, che sono venuti a trovarci in più occasioni per una partita di calcio, aiuto per i compiti, consigli terapeutici. Il compleanno di Andrea, la prima delle nostre ragazze che si è resa autonoma negli anni scorsi: sentirla raccontare di lei, del suo ottimo lavoro, di sua figlia, dei suoi progetti futuri col suo compagno per acquistare un piccolo terrenno, anche delle sue preoccupazioni. So che con la maggior parte di loro esiste un filo invisibile di amore che ci unisce, che è destinato a durare nel tempo, aldilà delle distanze, perchè quando si condivide davvero insieme ciò che nasce è vero e duraturo. Indimenticabili i tanti momenti coi ragazzi che oggi vivono nella casa-famiglia: Carlos, Jhordan, Frank, Cesar, René, Romel, Julio, Brandon. Quante cose ci siamo raccontati di noi durante i pasti. Quante cose mi hanno chiesto di me e dell’Italia con sincero interesse. Che emozione le lezioni di italiano che Jhordan ha voluto con insistenza. La gioia di Romel quando gli canto “La donna è mobile” del Rigoletto su sua insistenza: un ricordo per lui indelebile della nostra condivisione dell’anno scorso. Le lunghe chiacchierate con Martin (fondatore) durante i nostri spostamenti in strada: sui ragazzi, sugli operatori, sul futuro del progetto. Un legame di amicizia forte che alimenta anche l’essenza del nostro progetto, del quale condividiamo sempre gli aspetti più importanti, anche quando sono in Italia.

Parto così con la certezza che la realtà che sosteniamo dall’Italia è davvero viva e pulsante, piena di amore e di professionalità, sempre pronta ad aiutare chi ha bisogno, con sincero interesse.

Grazie a tutti voi per averla sostenuta nel tempo e per continuare ad essere al fianco dei nostri ragazzi.

Con affetto,

Alessandra

IL NOSTRO EDUCATORE RODRIGO SI PRESENTA

Notizie da Lima | sabato 27 Gennaio 2018 09:48

Nell’augurare Buon Compleanno alla nostra associazione Sinergia, che oggi compie 14 anni, concludiamo la pubblicazione dei profili dei nostri operatori peruviani, che con tanto amore e tanta professionalità seguono i nostri ragazzi di Lima, presentandovi il più giovane degli educatori di casa: Rodrigo.

Ciao a tutti, sono Rodrigo Carbajal Mendoza, ho 31 anni e sono ancora single. Lavoro nel progetto da 9 mesi come educatore sociale, nello stesso ruolo di Edilberto e Nilo, coi quali ci turniamo ogni 24 ore per stare costantemente coi ragazzi della casa-famiglia. Arrivo da una famiglia molto sensibile al sociale, dove ci sono insegnanti ed educatori, che hanno influenzato la mia formazione e di cui mi sento orgoglioso. Mi è sempre piaciuto lavorare con le persone, è la mia vocazione. Penso che sia lo scopo dell’essere umano quello di portare luce e significato a chi è nato in situazioni sfavorevoli, aiutandolo a sviluppare un atteggiamento positivo verso la vita. Accompagnare i ragazzi nella casa-famiglia Rayitos de Luz è per me significativo, di conforto per l’umanità che necessita di realtà come questa per generare unità e progresso. Anche se sono solo pochi mesi che accompagno i ragazzi nella quotidianità del progetto, mi hanno già insegnato molto: vivere con loro significa dover continuamente risolvere i problemi relazionali tra ragazzi e tra ragazzi ed adulti, e sto imparando a farlo nella concretezza delle situazioni che ogni giorno si presentano, tenendo conto non solo del comportamento, ma anche delle ferite che hanno nel loro cuore, dovute al loro passato; tutto ciò mi sta rendendo più empatico nei confronti degli altri, più sensibile. Continua >

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