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CI SCRIVONO DAL PERU…

Senza categoria | mercoledì 30 maggio 2018 19:05

Maggio 2018

Condividiamo con voi una parte della emozionante lettera che Martin, coordinatore del progetto, ha scritto ad uno dei partecipanti al viaggio in Perù del 2017, raccontandogli di René e Marvin, due giovani che aiutiamo a Lima: uno gravemente malato, l’altro in carcere.

“ …Oggi ho avuto la gioia di poter condividere ancora del tempo con René, un altro giorno di lotta da parte sua per riuscire a superare le terribili conseguenze della tubercolosi che qualche anno fa quasi lo ha portato alla morte e che ora minaccia di lasciarlo senza vista e udito (probabilmente sono gli effetti nocivi della scarica di medicinali presi in passato). Sembra che ci siano danni anche al midollo spinale: per questo forse non riesce a camminare. Dovremmo fargli una risonanza magnetica nelle prossime settimane. I ragazzi in casa-famiglia lo aiutano molto, si prendono cura di lui con grande dedizione. Che emozione guardarli quando lo fanno! Renè non si scoraggia con le ipotesi preoccupanti formulate dai medici, ha il morale alto, come fosse un guerriero ormai esperto in questo tipo di battaglie potenzialmente mortali. Lo stesso coraggio che dimostra Marvin, un altro giovane che fra poco andrò a visitare in carcere. La madre gli è stata strappata troppo presto e la vita in strada lo ha reso protagonista del miracolo della vita altrettanto precocemente, rendendolo padre ancora adolescente. La sua vita è cambiata da quel momento: si è sforzato ogni giorno di dare il meglio a suo figlio. Purtroppo però il destino gli riservava un debito da saldare con la giustizia, che lo ha portato in carcere dove aspetta con ansia il giorno della libertà, sforzandosi di essere una persona e un padre migliore per suo figlio. Oggi lo incontrerò e gli farò da tramite perchè possa vendere dei portafogli che lui stesso crea con grande impegno per racimolare il denaro che gli serve a sopravvivere in carcere (dove si pagano cibo, posto letto e anche mazzette “obbligatorie”) e da mandare in parte alla famiglia, soprattutto al figlio. Mi dà grande gioia poter condividere con i nostri fratelli la loro lotta per la vita: credo infatti che sia la lotta di milioni di persone in questo mondo, persone che sopravvivono ogni giorno fra gli stenti e che troppo spesso dimentichiamo, tralasciando di meravigliarci per il loro coraggio. Eppure la loro lotta rende questo mondo migliore, lo riempie di speranza.

Grazie, caro Ignazio, per essere entrato a far parte del loro mondo e per aver voluto avvicinarti ai nostri fratelli per vedere incarnate le parole stesse del Vangelo di Matteo: “….Perchè ho avuto fame, e mi hai dato da mangiare; ho avuto sete, e mi hai dato da bere; …;sono stato nudo e mi hai vestito; malato e mi hai visitato; incarcerato e sei venuto a trovarmi….”

Un abbraccio da parte mia e di tutti coloro che ti hanno conosciuto!

Martin